L’infanzia rappresenta un periodo esteso, sia temporale che esperienziale, in un’ottica di identificazione e attaccamento alle figure di riferimento che permette al bambino un adeguato sviluppo affettivo e la capacità di regolare le emozioni.

L’adolescenza è caratterizzata da un processo di differenziazione e individuazione che modifica l’equilibrio familiare raggiunto, rappresentando un momento di crisi per i genitori che devono insieme al figlio rielaborare un nuovo equilibrio e fronteggiare questa tappa del ciclo vitale.

Solo da pochi decenni gli studiosi hanno indirizzato le loro ricerche verso l’esplorazione di queste, suggerendo interessanti prospettive di intervento e prevenzione per lo psicologo. Egli può, infatti, fungere da mediatore tra figli e genitori, fornendo sostegno alla famiglia nella gestione delle difficoltà, mediare tra scuola e famiglia e, ancora, sostenere e motivare il bambino/ragazzo stesso.

Tra le attività che lo psicologo può svolgere abbiamo anche attività di tutoring per i bambini e ragazzi con Bisogni Educativi Speciali (BES). Ci riferiamo a tre grandi sottocategorie in particolare: la disabilità tutelata dalla L.104/92; i disturbi evolutivi specifici (con particolare incidenza dei Disturbi di Apprendimento, Disturbi di Linguaggio, Disturbi di Attenzione e Iperattività) tutelati dalla L.104/2010; gli svantaggi socioeconomici, linguistici e culturali. Tuttavia non si escludono gli altri disturbi non menzionati, quali disturbi di apprendimento non specifici, disturbi dell’umore, disturbi d’ansia.

Tra questi BES io mi occupo di tutoring DSA.

Con DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) intendiamo una categoria diagnostica, relativa ai Disturbi Evolutivi Specifici di Apprendimento, e comprende Dislessia, Disortografia, Disgrafia e Discalculia. L’Istituto Superiore di Sanità (2011) definisce i DSA << disturbi che coinvolgono uno specifico dominio di abilità, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Essi infatti interessano le competenze strumentali degli apprendimenti scolastici. Sulla base del deficit funzionale vengono comunemente distinte le seguenti condizioni cliniche:

– dislessia, disturbo nella lettura (intesa come abilità di decodifica del testo);

– Disortografia, disturbo nella scrittura (intesa come abilità di codifica fonografica e competenza ortografica);

– Disgrafia, disturbo nella grafia (intesa come abilità grafo-motoria);

Discalculia, disturbo nelle abilità di numero e di calcolo (intese come capacità di comprendere ed operare con i numeri.>>